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Frosinone – Droga, quasi un’emergenza

Una vicenda che promette sviluppi investigativi importanti. Una vicenda che, dal punto di vista di un’analisi sociale, certamente inquieta. E che racconta di una situazione molto più grave di quanto non si creda. L’arresto del diciassettenne trovato in possesso di diciotto dosi di cocaina nello zaino e di marjiuana nella sua abitazione, ha lasciato il segno. Nell’opinione pubblica suscitando pensieri su quello che sta accadendo nella nostra società. E tra gli investigatori, perché è chiaro che stanno cambiando specifiche modalità nel mondo dello spaccio sul territorio comunale. E nell’organizzazione di determinate strutture.
Ma andiamo con ordine. Intanto è stato fissato per la giornata di domani l’interrogatorio davanti al Gip di Roma del ragazzo finito nella fitta rete dei controlli degli agenti della Squadra Mobile di Frosinone. Il diciassettenne sarà assistito dagli avvocati Giampiero Vellucci ed Emiliano Caperna. Un compito impegnativo quello dei due legali considerati i riscontri investigativi del personale della Questura di via Vado del Tufo. Ma ciò che suscita pensieri è soprattutto la posizione della Procura della Repubblica presso il tribunale per i Minori di Roma. Dagli uffici capitolini il caso in questione viene segnalato come “un allarmante episodio di recrudescenza, pericolosa e preoccupante estensione del fenomeno dei minori dediti allo spaccio a Frosinone”. Considerazioni che disegnano un quadro sul quale riflettere. Immediatamente. Con provvedimenti importanti. Sempre più minori sarebbero coinvolti nel settore dello spaccio e del consumo di droga. Bisogna ovviamente comprenderne le motivazioni se si vuole agire con velocità e fermezza come la situazione richiede. Per tutelare una intera generazione. L’unico dato certo è che il settore dello spaccio vede preferire sempre più il coinvolgimento dei minorenni anche nell’organizzazione. Perché? Semplicemente perché il coinvolgimento dei minori in questo tipo di attività delinquenziali potrebbe comportare minori ripercussioni a livello giudiziario proprio perchè il minorenne gode di una serie di benefici processuali.
Tornando alla specifica vicenda, c’è da dire che ci sono elementi per credere che non si ferma qui. Tra gli inquirenti si starebbe facendo largo l’ipotesi che il diciassettenne arrestato non sia certamente un battitore libero. Per niente. Gli inquirenti ne sarebbero convinti. Per questo motivo proseguono, incessanti, gli accertamenti per capire cosa e, soprattutto, chi possa esserci dietro. Per capire quale gruppo possa avere coinvolto il ragazzo in quella che sembra avere le sembianze, agli occhi degli inquirenti, di una importante attività di spaccio. Il ragazzo se ne andava in giro con le dosi già confezionate e custodite in un marsupio. Ma è probabile (anche se sono in corso accertamenti più approfonditi) che a confezionarle non sia stato lui considerato che nella sua abitazione non è stato rinvenuto il materiale utile proprio al confezionamento. Dalla perquisizione non è uscito che fosse in possesso della strumentazione elettronica, del materiale da taglio e confezionamento delle dosi. Naturale, a questo punto, chiedersi: chi può esserci dietro di lui? E, semmai si dovesse riscontrare la presenza di un gruppo organizzato, perché schierare un minorenne? Non solo: perché un giovane decide di non studiare e di non andare a lavorare e dedicarsi al guadagno facile del mondo degli stupefacenti sfidando la durezza delle leggi? Domande alle quali sono chiamati a dare una risposta proprio gli investigatori che stanno lavorando alacremente nel corso delle ultime ore.
Come anticipato, intanto per il giovane domani sarà il giorno del faccia a faccia con il Gip di Roma. Gli avvocati Vellucci e Caperna cercheranno anche di trovare il modo di anticiparlo ad oggi. La sensazione è che la Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minori di Roma sia orientata a chiedere una misura cautelare in carcere perché ci si trova di fronte ad un fenomeno che reclama di essere stroncato sul nascere. Un fenomeno, a Frosinone, che gli inquirenti considerano diventato preoccupante. E per questo iniziano a servire gli esempi della fermezza.

Marco Dandini

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