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Frosinone – Manolo, una comunità attonita

Una comunità ammutolita. Un quartiere intero stretto intorno ad una comunità. Tutti uniti da un dolore. Lacerante. La morte di Manolo Spada, 15 anni, ha scosso famigliari. Amici. Anche chi poi non lo conosceva. Tutti colpiti dall’incredibile destino toccato allo sfortunato ragazzo. Manolo, lo ricordiamo, sabato pomeriggio stava camminando sulla terrazza all’ultimo piano del Casermone in compagnia di un coetaneo. Per cause che sono ancora al vaglio di Squadra Mobile e Squadra Volante, un lucernaio che si trovava sotto ai suoi piedi ha ceduto. Manolo è stato risucchiato dal vuoto. Trenta metri che non gli hanno lasciato scampo. Il disperato tentativo dei sanitari del pronto soccorso dell’ospedale di Frosinone non è servito purtroppo a nulla. Solo a decretare la fine della giovane vita di Manolo. E l’inizio di una dolore senza fine, che per tutta la nottata ha accompagnato la famiglia di Manolo intorno alla quale si è stretta l’intera comunità rom alla quale appartengono, con l’arrivo da diverse province di amici e conoscenti. Insieme a loro anche gli stessi inquilini dello stabile che affaccia sulla Monti Lepini. Gesti di grande amore e solidarietà come ha confermato don Ermanno D’Onofrio. Don Ermanno conosceva bene Manolo: “Al Casermone c’è grande unità e vicinanza tra le famiglie e questa tragedia lo sta dimostrando. Tutto ciò è commovente perché noi viviamo dei gesti d’amore che gli altri ci donano. Manolo è in cielo e noi, concretamente e con gesti d’amore, siamo chiamati a stare vicini alla famiglia ed aiutarli ad alleviare questo dolore assurdo. Preghiamo con fede e con forza. Promettiamo al Signore di amarlo con costanza e di fare del bene in memoria di Manolo che già in terra era un angelo di sensibilità ed educazione. Era un ragazzo davvero a modo. Dal grande e bellissimo sorriso. Già, un sorriso che mancherà…davvero”. Ora si attende la decisione della Procura della Repubblica. Bisognerà vedere se il magistrato disporrà l’autopsia o decida di riconsegnare il corpo di Manolo alla famiglia per lo svolgimento dei funerali. C’è da dire che, dalla dinamica riscontrata dagli inquirenti sul posto dell’incidente e dalle testimonianze raccolte, non ci sono dubbi sul fatto che si sia trattato di un tragico incidente. Si aspetta comunque l’ultima parola, quella del magistrato. Che sta cercando anche di capire, però, alcuni particolari di quanto accaduto. Innanzitutto perché Manolo e il suo amico si trovassero lì. Se l’accesso a quella terrazza fosse regolato da qualche sistema di protezione o meno. Perché quel lucernaio è improvvisamente crollato. Insomma: quesiti per individuare presunte responsabilità. L’unica cosa certa che resta è la morte dello sfortunato Manolo.

Marco Dandini

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