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Cassino – Acqua, il Sindaco chiede il risarcimento

Il Sindaco di Cassino, Carlo Maria D’Alessandro ha scritto all’Assessore regionale del Lazio, Fabio Refrigeri, alla Direzione regionale Infrastrutture e politiche abitative, alla Direzione generale per il governo del territorio, i lavori pubblici e la protezione civile della Regione Campania e alla Direzione generale Ambiente e difesa del Suolo e l’ecosistema sempre della Regione Campania, al fine di dirimere le criticità relative inerenti le opere di attingimento dal fiume Gari per captazione ed adduzione del territorio del Comune di Cassino a servizio dell’acquedotto della Campania Occidentale.
“Ho avanzato la richiesta di quantificazione del risarcimento del danno e ristoro economico – spiega D’Alessandro -. Ho ricordato e ribadito nella missiva che merito ai rapporti odierni in essere tra il comune di Cassino ed Acqua Campania Spa, relativamente all’erogazione idrica in favore dell’ente di 200l/secondo che detta fornitura consiste nel risarcimento in forma specifica ed esclusiva dei danni da captazione ed adduzione procurati nel territorio comunale dalle opere di attiggimento a servizio dell’acquedotto campano, cosi come regolato nella convenzione del 17 febbraio 2015, circostanza ribadita al punto 6 della sentenza n. 2532 del 29 maggio 2017. Ho fatto notare, altresi, che non può sottendersi la circostanza per il quale ad oggi si prevede l’emungimento di circa 3000 litri/secondo per mezzo delle pompe di sollevamento presenti presso la struttura della Centrale di Cassino, dove però, sono installate quattro pompe da 1500 lt/sec e due pompe 1000 lt/sec per un potenziale emungimento di 8000 lt/sec”.
Nella lettera inoltre, il Sindaco ha specificato che con riferimento alla convenzione del 17 febbraio 2015 il Comune di Cassino ribadisce la volontà di usufruire del ristoro consistente nella gratuita erogazione idrica in suo favore di 200 l/s quale risarcimento in forma specifica ed esclusiva ai danni da captazione ed adduzione procurati al territorio dalle opere in questione riconoscendo al gestore i soli oneri derivanti dalla gestione del servizio di distribuzione.
“In alternativa – ha proposto il primo cittadino D’Alessandro – il Comune è disponibile a valutare ed autorizzare la trasformazione del risarcimento in equivalente economico perenne a proprio esclusivo e specifico ristori, precisando che attualmente sono in corso trattative con Acea Ato 5 SpA, gestore idrico del Comune, per la definizione in via transitoria dell’equivalente economico sopra richiamato e detta transitorietà è determinata dalla circostanza per la quale la trasformazione economica del ristoro dovrà risultare un’operazione finanziariamente neutra per l’intera cittadinanza di Cassino; ovvero qualora non sia possibili ricevere gratuitamente il bene oggetto del ristoro, il territorio avrà diritto a ricevere un controvalore economico tale per cui il riacquisto dal gestore dello stesso bene oggetto di ristoro, avvenga senza aggravio economico nei confronti dei cittadini”.
Pertanto, nella conclusione della missiva il Sindaco Carlo Maria D’Alessandro ha chiesto “con cortese urgenza e sollecitudine l’immediata convocazione un tavolo tecnico-politico con le amministrazioni in indirizzo per la definizione delle problematiche rappresentate, in difetto del quale non potrò esimermi nella qualità di Sindaco pro-tempore di tutelare l’interesse pubblico dei cittadini di Cassino in tutte le sedi ritenute opportune e competenti in materia”.
Vedremo quali saranno le conseguenze della richiesta esplicita avanzata dal Sindaco della città martire.

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