Focus – La coppia scoppia. Divorzi e separazioni crescono sempre di più

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Dei matrimoni, della di loro curva di crescita e decrescita, abbiamo detto. Ci torniamo su ricordando, a beneficio di quanti dovessero non aver letto il nostro ultimo servizio, che in Ciociaria essi, nell’ultimo anno censito dall’Istat, il 2016, sono un filino (ma giusto un filino) cresciuti di numero.

Niente di travolgente, ma tant’è. Il fenomeno, come direbbero quelli che hanno studiato, è epocale e sistemico. Non riguarda dunque solo la porzione di Belpaese in cui c’è dato di campare. Vediamo i numeri. Nel 2016 gli sposalizi nella nostra provincia sono stati 1521 di cui 956 religiosi e 565 civili. L’anno precedente erano stati 1470 (989 davanti a un prete, 481 a un ufficiale dello stato civile). Il dato, si diceva, potrebbe essere salutato con moderato ottimismo ma solo a condizione che non lo si paragoni con quello del 2007 quando l’imeneo fu composto per 2141 sposalizi (1674 in chiesa, 467 in Comune) o con quello del 2006 quando i matrimoni furono 2095 (1654 davanti all’altare, 441 di fronte a un tizio con la fascia tricolore a tracolla).

All’ancorché minimo aumento delle nozze fa tuttavia da contraltare, e qui s’arriva alle dolenti note, la tendenza sempre più in crescita di separazioni e divorzi. In Italia come in Ciociaria. Qui da noi il piatto piange: nel 2016 le separazioni con accordi nei comuni o attraverso avvocati (la cosiddetta negoziazione assistita) sono state 188 mentre i divorzi consumati con le stesse modalità 194. Le separazioni attraverso i provvedimenti in Tribunale sono state 742, i divorzi 495. Il totale fa 930 separazioni e 689 divorzi. Rispetto agli anni precedenti (serie storica alla mano) l’aumento di separazioni e divorzi è stato mediamente del 25%. Ma c’è un altro dato da sottolineare. In provincia di Frosinone cresce in maniera esponenziale il numero di divorzi tra i cinquantenni. Parola di Istat. Sarà l’età critica. Fatto sta che tra i 50 e i 54 anni il numero di chi manda lo sponsale all’aria nel 2016 è stato di 1.335 casi su 31.211 coniugati.

Le cause dell’innalzamento del picco di separazioni, che nel 2000 era collocato tra i 35 e i 39 anni, è probabilmente dato dall’innalzamento dell’età, alla propensione allo scioglimento delle unioni di lunga durata e, soprattutto al processo di invecchiamento sempre maggiore della popolazione.  In provincia di Frosinone è in crescita anche il numero delle separazioni di coppie con almeno uno dei componenti ultrasettantenne: il numero è 320. Due invece i divorziati che hanno oltre 100 anni. Una curiosità, in provincia di Frosinone ci sono 13 coppie di ultracentenari. Fin qui i numeri, duri e crudi, curiosità comprese. Ci sarebbe poi un non trascurabile ragionamento da fare.

Negli ultimi dodici anni anche nella nostra provincia i matrimoni in chiesa sono scesi sotto la soglia critica dei mille, precipitando in termini percentuali di un 50% abbondante.
Una tendenza sulla quale i cattolici più o meno praticanti sarebbe il caso riflettessero essendo provato che la propensione a separarsi, almeno in passato, è risultata essere di lunga pezza inferiore (e stabile nel tempo) nei matrimoni celebrati con il rito religioso. Il matrimonio in chiesa, insomma, sembrerebbe sancire un legame di coppia a più alto tasso di responsabilità, individuale e, appunto, di coppia.  Perché esso è un sacramento e un sacramento è (o dovrebbe essere) per sempre.  Certo, anche le coppie unite davanti a un altare scoppiano, ma quando si va davanti al prete, in chiesa, quello è il quadro nel quale i coniugi sanno di andare a collocarsi e accettano di entrarvi.

E questa accettazione, che poi altro non è che una più alta assunzione di responsabilità, non è senza conseguenze. I dati dimostrano che, fino al 2005, questa assunzione di maggiore responsabilità non è “per niente”, non è vana. Un risultato, questo, che dovrebbe far riflettere aldilà dal Tevere.