Veroli – Uomo truffato da falsi esattori

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Firma tremila euro di cambiali per resettare il debito con la finanziaria che lo “inseguiva” da anni ma si accorge di essere stato truffato da due abili malviventi. Un verolano residente nella zona di Santa Francesca ha visto materializzarsi le sue peggiori paure economiche in poco meno di tre anni, per accorgersi qualche giorno fa di essere stato vittima di un raggiro coi fiocchi. 

L’uomo ha deciso di raccontarci la sua disavventura dopo essere stato contattato dalla società finanziaria a cui aveva chiesto un prestito per ristrutturare casa. I fatti sono a loro modo semplici, ma letali: l’uomo, operaio, nel 2006 aveva acceso un finanziamento per necessità alle quali, in quel periodo della sua vita, aveva potuto in un certo modo rimediare. La busta paga c’era e i ratei si potevano pagare. Dopo la crisi, il verolano si era ritrovato però prima in cassa integrazione e poi licenziato per una vicenda finita anche davanti al Giudice del Lavoro di Frosinone. La finanziaria si era fatta avanti, inesorabile, e il credito era cresciuto in virtù delle rate non pagate. Anni di sofferenza ed inevitabile elusione delle decine di telefonate e solleciti per pagare erano culminati con la visita, nel 2015 di due persone.

Costoro si erano presentati come referenti di una società di recupero crediti a cui era stato affidato il compito di transare la somma e, con affabilità, avevano messo sotto il muso dell’uomo una serie di cambiali da pagare, con una voce e destinazione specifiche. L’uomo aveva iniziato a pagare, ormai consapevole di non poter fare altrimenti, fino a qualche giorno fa, quando aveva ricevuto la telefonata della finanziaria a cui aveva risposto finalmente con non chalance, sapendo che il debito era in via di estinzione e che comunque c’era un accordo.

Quando il poveretto però ha appreso di non aver estinto nulla e che anzi, il debito era ulteriormente salito, ha iniziato a fiutare il maiuscolo inghippo. Ha presentato alla finanziaria i cedolini pagati delle cambiali solo per sentirsi dire che la società non aveva mai avviato una operazione di recupero con quelle modalità, che invece erano e sono solo in carico ad uno studio legale di Roma. A quel punto è stato tutto chiaro, chiaro ed amarissimo: i due erano dei truffatori che, evidentemente, sbirciando nella posta del verolano (l’uomo ha una cassetta molto accessibile) avevano fiutato i suoi guai e se ne sono approfittati in maniera infida. La società ha annunciato di voler sporgere denuncia contro ignoti; l’uomo sta cercando, non potrebbe fare altrimenti, di metabolizzare la “sòla” di cui è stato vittima.

Monia Lauroni