Regione – Sanità, assistenza per minori disabili e liste di attesa molto più corte

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“Si tratta di un provvedimento molto atteso, che mira a garantire la migliore assistenza socio-sanitaria per i minori con disabilità e con problemi famigliari”. A parlare è il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, per presentare il provvedimento, progettato dall’ente di governo regionale, che mira ad assicurare assistenza sanitaria ai minorenni in condizioni di disabilità di ogni genere. Un fatto molto importante che riguarda numerose famiglie del Lazio e purtroppo anche della nostra provincia.

«Nel Lazio abbiamo una struttura d’eccellenza come Casa Betania che, insieme alle altre strutture, rischiava di veder compromesso il grande lavoro che svolgono per il recupero dei ragazzi – ha aggiunto Zingaretti – a causa di complicati contenziosi. Oggi superiamo questi ostacoli con l’obiettivo di ottenere la miglior assistenza e integrazione socio-sanitaria».
Il provvedimento è dedicato ai minorenni con disabilità complessa neuropsichica o anche neuromotoria e che presentano problemi che necessitano di un’alta complessità assistenziale. Questi ragazzi e bambini devono essere ospitati in strutture socioassistenziali di tipo famigliare. Il provvedimento della Regione mira dunque a mettere in campo un nuovo progetto per riordinare e garantire le prestazioni sociosanitarie, indispnsabili, in loro favore.

In particolare verranno messi in campo tre diversi e importanti strumenti:
– la valutazione multidimensionale, che viene richiesta dall’assistente sociale referente del caso al Distretto Sanitario di residenza, per avere un quadro clinico della situazione e dei bisogni clinici e funzionali.
– il piano di assistenza individuale, che segue la Valutazione multidimensionale e fissa obiettivi, aree di intervento, tempi e ore di assistenza necessari.
– il piano educativo-assistenziale, che viene condiviso con chi ha la responsabilità genitoriale e viene periodicamente aggiornato in base allo sviluppo della condizione clinico assistenziale. I referenti del PAI e del Piano educativo assistenziale operano dunque in stretta collaborazione a garanzia dell’appropriatezza della presa in carico del minore.
Per quanto riguarda poi la ripartizione dei costi il Decreto fissa i limiti e le modalità di pagamento per superare le difficoltà relative alle diverse competenze.
Sempre sul fronte della sanità si registra, secondo fonti regionali, un miglioramento dei tempi d’attesa per le prestazioni.

Sarebbero erogate entro i tempi previsti l’80% delle prestazioni. Nel Lazio si è infatti passati dal 50% del 2015 all’80% registrato nel 2018 (il trend è stato del 62,2% nel 2016, e del 70% nel 2017 a dimostrazione dei miglioramenti costanti di questi anni). L’obiettivo ora – commentano dalla Regione – è quello di raggiungere nel 2019 il 90% dei tempi per i primi accessi sulle prestazioni critiche. La Regione Lazio ha predisposto un sistema di rilevazione dei tempi di attesa (TDA) per le prime visite e esami strumentali che monitora ogni settimana 43 visite ed esami diagnostici (dalle visite ortopediche, alle mammografie passando per le visite oncologiche, urologiche, Tac e Risonanze). I dati sono consultabili sul portale www.salutelazio.it e si riferiscono alle prime visite e agli esami strumentali con una divisione per classe di priorità che viene assegnata dal medico prescrittore: urgente, breve e differibile.

Per rendere più veloce e trasparente il sistema delle liste di attesa per la Regione Lazio è stata fondamentale la collaborazione con le Aziende sanitarie, i Medici di Medicina Generale, il Cup e ReCup, le associazioni sindacali e le rappresentanze degli utenti. Per ogni prestazione è stato richiesto al medico prescrittore di indicare la classe di priorità della prestazione: 72 ore per le URGENTI; 10 giorni per le BREVI; 30 giorni per le VISITE DIFFERIBILI (60gg. per le prenotazioni strumentali differibili). Il risultato raggiunto è stato molto positivo poiché dal 2013 ad oggi la classe URGENTE è passata dal 15% al 50% il che in termini pratici vuol dire che il paziente ottiene la prestazione entro le 72 ore.