Superstrada Frosinone/Mare – Il senatore Gianfranco Rufa propone un tavolo delle trattative: «Superiamo gli steccati e iniziamo a lavorare insieme»

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La superstrada Frosinone-Mare, chiusa il 4 dicembre del 2017 per interventi di consolidamento del viadotto “Anxur”, è invece ancora e per un tratto consistente interdetta al traffico. Avrebbe dovuto essere resa di nuovo percorribile dal 30 marzo di quest’anno. Per problemi burocratici, stando a quanto dichiarato dall’Anas, il tratto verrà riaperto al traffico veicolare entro il mese di maggio. La superstrada Frosinone-Terracina, progettata agli inizi degli anni ’60, quando per raggiungere la località balneare tirrenica più amata dai ciociari si era costretti a valicare i Lepini, avrebbe dovuto essere inaugurata nel 1973.

Di anni dovevano trascorrerne trenta ancora prima che l’allora Presidente del Lazio, Francesco Storace tagliasse il nastro. Era il 21 giugno del 2003 e mezza provincia ciociara preparava la transumanza estiva a Terracina. strada interrotta che rischia di mandare in corto circuito un sistema integrato tra i territori di Latina e Frosinone, con l’aggravante di creare notevoli disagi in vista della stagione estiva. Costo complessivo dell’ opera: 95,1 milioni di euro, finanziati con fondi dell’ Anas e dell’Agenzia per la promozione e lo sviluppo del Mezzogiorno.

Nel dibattito aperto in questi giorni si inserisce anche il senatore Gianfranco Rufa che invita tutti, nessuno escluso a prendersi le rispettive responsabilità. La sua è una sorta di chiamata alle armi, affinché, i lavori in corso in questi mesi sulla superstrada non si trasformino in una storia infinita. «Tanto per iniziare, il primo grande problema da risolvere è legato alle responsabilità – ha dichiarato il senatore Gianfranco Rufa -. Sul quella strada non si riesce a capire di chi è la ‘colpa’. Del Comune, della Provincia o della Regione? Primo grande ostacolo, quindi, è capire chi deve occuparsene. Il passo successivo è sedersi intorno a un tavolo delle trattative e iniziare a dialogare. Quindi Comune, Anas, Provincia di Latina e Frosinone, Regione devono iniziare a pensare come intervenire e risolvere il problema senza più perdere tempo. Io mi siederò con loro per camminare su un’unica direzione. Il colore politico in queste situazioni di emergenza non deve esistere. Detto questo dobbiamo pensare anche pensare a risolvere la questione legata al ponte sul fiume Sisto, che sono due anni che deve essere ristrutturato. Quel tratto è di competenza della Provincia di Latina e già mi sono interessando chiedendo l’accesso agli atti per capire come dobbiamo muoverci.»