Serie B – Dionisi e Ciofani, ancora loro. Il Frosinone resta in vetta

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E’più semplice a teatro, al cinema o in un romanzo d’appendice. Nel calcio rispettare il copione può diventare difficilissimo, quando la pressione è tanta e un risultato negativo ha incrinato, almeno in parte, le certezze di una serie meravigliosa. Per questo Frosinone – Ascoli non era una pratica da archiviare con facilità, ma un vero e proprio esame; uno dei tanti che la vita, e lo sport che di essa è propaggine stimolante e dinamica, propone con frequenza. I giallazzurri l’hanno superato a pieni voti, vincendo per 2-0 e sfiorando a più riprese la terza marcatura. Va detto che anche i marchigiani hanno fatto la loro gara, esaltando le virtù di Vigorito, eroe non per caso, che si è preso la scena con grande autorità, arrivando a parare persino un calcio di rigore. Nel complesso, gara godibile, freddo sopportabile e primato rafforzato, la sintesi un po’ stringata di un pomeriggio di gloria.

LA CRONACA 
L’Ascoli ci mette tanta buona volontà, ma è il Frosinone a beneficiare di una occasione da rete di tutto rilievo già al quarto giro di lancette: Dionisi s’invola verso la porta marchigiana e, forse temendo un recupero in extremis del difensore che gli scalda i talloni, calcia con quella fretta che, non solo nel calcio, è cattiva consigliera.
Si rifa’ presto, il bomber reatino: è il 7’ quando il Frosinone arremba e l’Ascoli rincula timoroso. La respinta è incerta, Chibsah la legge come un invito a provarci da fuori, Agazzi dice no, ma in modo meno perentorio di quanto dovrebbe. Dionisi è rapace, morde la sfera e con essa ogni paura. La rete si gonfia, la curva impazzisce di gioia. Frosinone è già avanti, ma la gara è giovane, le emozioni da vivere ancora infinite. La percussione di Matteo Ciofani all’ottavo è degna del miglior Gareth Bale: sbagliato solo il passaggio all’accorrente Dionisi, ma l’esibizione di corsa e potenza resta e con essa la sensazione che sia un Frosinone con gamba, idee, voglia di giocare.
L’Ascoli prova a replicare, attingendo al serbatoio dell’orgoglio, non meno munito di quello della buona volontà. Ne consegue un possesso palla tendenzialmente sterile, spezzato solo da un paio di conclusioni da fuori sulle quali Vigorito grida presente con tuffi proficui e palloni abbrancati in presa.
Quando il Frosinone accelera, il “Picchio” accusa vistosamente e il fatal raddoppio giunge al minuto 23: personaggi e interpreti Camillo Ciano, bravo prima a dribblare e poi a scodellare al centro un pallone perfetto, e Daniel Ciofani, che con stacco perentorio e deviazione spettacolare manda il pallone dove Agazzi non può arrivare. Per chi è “negli anta” è obbligatorio l’accostamento a un altro attaccante che sapeva far gol così: un torinese che però aveva il numero 11 e la maglia bianconera. Daniel come Bobby-gol, che spettacolo a Frosinone!
Tutto finito e mente al Perugia? Nemmeno per sogno, perché il Frosinone ha voglia di arrotondare e l’Ascoli non è piegato nemmeno dal doppio svantaggio.
Così si assiste a un capolavoro balistico di Buzzegoli con bellissima e felina risposta di Vigorito e poi a un tentativo di testa di Addae che nemmeno il portiere canarino potrebbe neutralizzare; buon per i ciociari che la sfera, dopo il rimbalzo a pochi metri dalla linea, vada a sorvolare la traversa.
Al morire della prima frazione il signor Illuzzi di Molfetta vede un rigore che ai più sfugge. Dagli undici metri Buzzegoli è meno bravo che dai 30 e a Vigorito non pare vero: tuffo tempestivo, palla respinta e doppio vantaggio portato negli spogliatoi.
La ripresa inizia con i marchigiani sempre propositivi e con un Kanoutè in più nel motore: il giovanotto scuola Juve incorna da presso al 6’, chiamando Vigorito alla parata più difficile della gara. Bravissimo il guardiano dei pali ciociaro a dire no, ma visto che l’Ascoli c’è, è bene ripartire e allora ecco Dionisi a caccia della seconda prodezza personale. Il dribbling riesce, l’ultimo tocco trova nell’opposizione di Agazzi la formula esplicita del diniego.
Al 60’ prova a iscriversi al festival della gloria Brighenti, professione difensore: il suo colpo di testa è lievemente impreciso. C’è anche Andrea Ganz in campo e lo ricorda con deviazione aerea ravvicinata e ad elevata pericolosità, ma Vigorito ha deciso che la sua rete resterà intonsa.
Il tre a zero per il Frosinone potrebbe arrivare al 76’, quando i gemelli del gol confezionano un contropiede perfetto: l’assist è di Dionisi, il tiro finale di Daniel Ciofani, ma c’è un palo birichino tra il centravanti abruzzese e la doppietta di giornata.
All’81’ ancora loro: Dionisi calcia forte ma un po’ centrale, Agazzi respinge, ci prova poi Daniel Ciofani, contrato dal recupero disperato della difesa marchigiana.
All’86’ Maiello potrebbe segnare uno dei gol più belli della storia giallazzurra: fa tutto benissimo, progressione sontuosa, dribbling, cambio di direzione: il tiro è un’ingiustizia verso quei gesti così ben eseguiti. Ci riproverà, Don Raffae’, il centrocampista più forte del campionato cadetto. 
Quel che resta della gara è una corsa dei canarini verso i tre punti che valgono l’aggancio all’Empoli e il più sei sul Palermo. Mancano ancora sedici gare, 48 punti che possono valer conferme o rivoluzioni, ma la voglia è quella giusta, la classifica sorride, lo Stirpe è un fortino inespugnabile, l’attacco fa faville, la difesa non prende gol. Va bene così.

Roberto Mercaldo