Amici Buona Domenica – Editoriale del direttore Dario Facci

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Amici, Buona Domenica

Ho scritto su questo giornale, in un anno e tre mesi esatti, più o meno 160 editoriali. Quella del fondo del direttore è sempre stata una caratteristica dell’edizione domenicale de “La Provincia”, sin dalla sua nascita, quasi venti anni fa. Era l’abitudine del fondatore, Umberto Celani. Io l’ho presa in prestito con la convinzione di fargli cosa gradita. L’editoriale di oggi ha la stessa specialità del primo che ho vergato su queste colonne, esso, infatti, è l’ultimo.

Domani “La Provincia” non sarà in edicola, il che, si converrà, per un quotidiano è cosa assai incresciosa. E’ un fatto grave. Viene a mancare una voce importante del nostro territorio, il riferimento di tanta gente. Non si commetta l’errore, però, di pensare a un lutto. I giornali non muoiono. Essi sono fatti della stessa materia delle idee, sono i depositari di una storia e, specialmente quelli locali, sono anche i custodi di un’identità. Il mio auspicio è che questo giornale possa continuare a veicolare le idee, a raccontare una storia e a rappresentare il nostro territorio; che altri possano continuare quest’opera nobilissima raccogliendo l’eredità di passione e di fatica di tutti coloro che hanno contribuito a costruirla. Anche se tutto questo non dovesse accadere, sia chiaro che quel che è stato non si cancella, che il privilegio di aver raccontato tante vite, messo in luce qualità e difetti, aver descritto momenti belli e brutti, gesta esaltanti o ignobili, le vicende di persone qualsiasi e, in sintesi, il respiro dell’ultimo ventennio di coloro che hanno calcato la nostra terra, è tutto nell’inchiostro, a disposizione di chi vorrà sapere.

Il mio ringraziamento va in primo luogo agli editori vecchi e nuovi, ma in particolare ai giovanissimi Giulia e Marco Perfili. Essi hanno risanato completamente l’azienda, ci hanno messo a disposizione i mezzi per realizzare un giornale completamente rinnovato e ci hanno concesso la piena libertà d’espressione, bene preziosissimo e sempre più raro. Forse anche per questo, in controtendenza rispetto a un mercato che non premia più le vendite in edicola, “La Provincia” è ad oggi uno dei pochi quotidiani cartacei italiani che può vantare il segno positivo. Ha anche visto un’accelerazione dopo soli tre mesi dal rinnovamento della grafica e dell’impostazione del giornale. Non c’è stato il tempo di vedere come sarebbe andata a finire, peccato.

Un ringraziamento ai miei colleghi giornalisti, grafici e pubblicitari. Con loro si condividono le sorti e la maggior parte della giornata. Specialmente con quanti di loro, tenendo fede a uno dei più antichi adagi che accompagnano il nostro splendido mestiere, non conoscono l’orologio e il calendario. Un pensiero particolare per quelli che dentro La Provincia ci sono nati professionalmente e la sentono come una parte del loro corpo e a quanti, pur sapendo che la loro esperienza tra queste mura stava terminando, hanno condotto con la massima serietà e professionalità il loro lavoro fino alla fine, senza brigare, senza lamentarsi e mantenendo un pensiero positivo, di condivisione degli sforzi per fare sempre meglio anziché adoperarsi in inutili e sciocche azioni di continuo soffocamento degli entusiasmi, come in qualche caso isolato è accaduto.

Il ringraziamento più grande va ai nostri lettori, a quanti ogni mattina hanno compiuto il gesto per niente scontato, anzi sempre più raro, di entrare in un’edicola e di sceglierci. A tutti coloro che hanno trovato nel nostro giornale il posto per festeggiare i loro momenti di gioia oppure per cercare un sostegno e un ausilio in quelli di difficoltà, ai tanti che attraverso le nostre pagine hanno diffuso le loro idee e i loro punti di vista, che hanno condiviso i nostri o si sono intrattenuti a discuterne per spiegare la loro contrarietà, coloro che ci hanno regalato la loro attenzione, i loro apprezzamenti o le loro critiche. Con tutto il cuore, vi auguro “Buona Domenica”, di ritrovare presto in edicola il vostro giornale e vi saluto.