Frosinone – Mario Abbruzzese (FI): «Carceri che preoccupano»

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“I dati che evidenzia la FNS –CISL sul sovraffollamento delle carceri sono allarmanti”. A parlare senza mezze misure è il consigliere regionale di Forza Italia del Lazio e presidente della Commissione Speciale Riforme Istituzionali, Mario Abbruzzese. “Nel Lazio – sottolinea Abbruzzese – si registra confrontando i dati della fine del 2016 e della fine 2017 che il sovraffollamento risulta essere in aumento di ulteriori 108 detenuti.

Quindi il saldo è ad oggi pari a 979 persone recluse in più considerato che n. 6.250 risultano essere i detenuti nei 14 istituti del Lazio, rispetto ad una capienza regolamentare di 5.235. In provincia di Frosinone c’è un esubero di 197 detenuti, in quanto la casa circondariale del capoluogo ha un eccedenza di 76 unità mentre a Cassino sono addirittura 121 i detenuti in più. La polizia penitenziaria sia a livello regionale che provinciale è chiamata ad un lavoro straordinario per gestire queste percentuali in eccesso e devono essere presi in tempi brevi dei seri provvedimento al fine di potenziare gli organici. Serve un intervento serio e concreto, che ho già richiesto più volte al Ministero dell’Interno e che tornerò a sollecitare, allo scopo di restituire le condizioni minime di gestione e sicurezza, con l’invio di un numero adeguato, rispetto alla popolazione carceraria presente, di personale di vigilanza”.

A rafforzare l’allarme su una situazione certamente complicata, arriva anche l’intervento del consigliere regionale di Forza Italia, Adriano Palozzi: “Il sindacato ha denunciato il sovraffollamento delle carceri nella regione Lazio: tra Roma e provincia, ad esempio, criticità quantitative si registrano a Rebibbia, Regina Coeli, Civitavecchia e Velletri. Un monito da non sottovalutare, quello delle parti sociali, che ribadisce purtroppo il precario stato del sistema penitenziario, tra sovraffollamento di detenuti e mancanza di personale: servono misure concrete e urgenti, nonché l’investimento delle opportune risorse finanziarie. Sollecito, dunque, le istituzioni preposte ad intervenire immediatamente nella consapevolezza che una buona accoglienza del detenuto e il suo “benessere” durante il periodo di detenzione dipenda pure dalle migliori condizioni di lavoro di chi è deputato al suo controllo e assistenza”.

Marco Dandini