Calcio – Dal Matusa all’Olimpico: è verolano il mago del Var

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Tante volte è stato inquadrato a bordo campo nel corso di partite di cartello, soprattutto nel caso in cui l’arbitro di turno ha usufruito della nuova tecnologia del Var. E tante volte, magari, sarà stato oggetto di imprecazioni “colorate” da parte di tifosi in disaccordo con quanto deciso dall’arbitro in base ai video da lui gestiti.

Parliamo di Fabrizio Quattrociocchi, titolare della Elettronica Quattrociocchi Cooperativa di Veroli, insieme al padre Enzo. Una professionalità tutta ciociara che negli ultimi anni è ormai diventato un punto di riferimento importante per tutto ciò che riguarda gli impianti tecnologici in molti stadi italiani. Dal 2006, il padre Enzo ha iniziato ad occuparsi dell’impianto audio del Matusa, che in quegli anni ospitava le prime stagioni del Frosinone nella serie cadetta. Pian piano, poi, sono aumentata le responsabilità, con la cura anche del sistema di videosorveglianza del vecchio stadio che si trovava nella parte bassa del capoluogo. Collaborazione durata fino al 2017, quando è avvenuto il passaggio dei canarini al “Benito Stirpe”.

Nel corso di questi anni si è fatta sempre più assidua anche la frequentazione del Matusa da parte di Fabrizio, da sempre appassionatissimo di impianti elettronici. Nelle partite casalinghe del Frosinone, Fabrizio, a partire dal 2012, ha lavorato in stretta collaborazione con il Gos, pronto a servire supporto video alla Polizia in caso di problemi sugli spalti.  Dal 2015, poi, si è molto intensificata l’attività all’interno del Matusa, come di altri stadi italiani, con l’introduzione della Goal line technology. Il 2015 per il Frosinone è stato l’anno della promozione in serie A, con Fabrizio Quattrociocchi che ha iniziato la collaborazione con la società Hawk-eye proprio per dotare gli stadi del sistema per scongiurare casi di goal fantasma.

Da quell’anno anche il Matusa è stato dotato di questo sistema. Nella stagione 2016/17, poi, c’è stata l’ulteriore novità dell’introduzione in via sperimentale del Var. Una annata, dunque, nella quale è rimasta la tecnologia della Goal line technology, con la novità del sistema video utilizzabile dall’arbitro come ausilio alle su scelte. Nella stagione appena conclusa, poi, c’è stata l’introduzione ufficiale del Var. Quelle sono state annate di fuoco per Fabrizio Quattrociocchi, con l’installazione di nuovi impianti in diversi stadi di tutta la penisola. Nel 2016/17 il sistema della Goal line all’Adriatico di Pescara e all’Olimpico di Roma, mentre nella stagione successiva la sistemazione del Var al Vigorito di Benevento e sempre all’Olimpico. Ma il giovane tecnico verolano ha poi installato gli impianti anche negli stadi di Napoli, Cagliari, Crotone e Ferrara. Oltre al calcio, poi, Fabrizio Quattrociocchi ha sistemato gli impianti degli stadi di rugby di Treviso e Parma, con un sistema simile a quello calcistico, il Pro 14.

Sempre per quanto riguarda lavori negli stadi, la ditta verolana ha anche sistemato l’impianto a fibra ottica per la videorsorveglianza del “Benito Stirpe”. La professionalità del giovane verolano, inoltre, in questi anni è stata anche al servizio di partite all’estero, sia di Europa League che di Champions League, naturalmente solo per la tecnologia della Goal line. Diverse le esperienze europee, tra cui trasferte in Ucraina, Romania, Croazia e Cipro.
Abbiamo fatto una chiacchierata con Fabrizio Quattrociocchi, soprattutto per capire qualcosa in più su come funzionano le ultime tecnologie. Per la Goal Line: «Consegniamo gli orologi agli arbitri due ore prima della partita. Ricordiamo che la conferma di quanto inquadrato dal sistema avviene tramite vibrazione dell’orologio. Il sistema viene completamente testato la mattina prima del match».

Per quanto riguarda invece il Var: «Le procedure sono molto simili a quelle della Goal line, con la differenza che agli arbitri vengono consegnate delle radiotrasmittenti chiamati vokkero. A fine partita, poi, i direttori di gara riconsegnano gli orologi e le due unità utilizzate per la trasmissione» Ancora sul Var: «Da quando mi occupo di queste tecnologie non è mai capitato di avere problemi, anche perchè comunque parliamo di strumentazioni altamente professionali. E’ capitata qualche anomalia che è stata però risolta quasi all’istante. Per quanto riguarda la giornata lavorativa, inoltre, devo dire che è completamente diverso lavorare come assistente interno rispetto a delegato a bordo campo. Nel primo caso bisogna fare un grande lavoro di montaggio e selezione video per farsi trovare sempre pronti in caso di azioni discusse».

Due parole anche sugli arbitri: «Devo dire che, al contrario di quello che si può pensare, non abbiamo praticamente rapporti con arbitri o giocatori, anche perchè parliamo comunque di ambiente estremamente professionali. Ricordo comunque, per esempio, le proteste del pubblico del Matusa nei confronti di Aureliano, ma anche le partite dirette da Rocchi, Massa e Tagliavento. Rizzoli, per esempio, vedendo la gente affacciata dai balconi attorno al Matusa, mi chiese se quei tifosi pagassero o meno il biglietto. C’è poi qualcuno che prima del match ha i suoi gesti scaramantici. Mi viene in mente Damato, abituato a sfregarsi le mani sempre allo stesso modo prima del calcio d’inizio. Il più simpatico è Calvarese, famoso nell’ambiente per i suoi scherzi».

Conclude Fabrizio Quattrociocchi: «Un impegno costante ma molto gratificante. Un impegno che mi permette di conoscere nuove città e di cimentarmi in ambienti lavoratovi sempre diversi» La professionalità ciociara protagonista negli stadi italiani ed europei, dunque. E per Fabrizio all’orizzonte potrebbe esserci un ulteriore impegno nella massima serie italiana in una struttura super moderna. Qualche indizio? A pochi chilometri da casa. Di più però non si può dire.

Carlo Capone